Criptovalute PoW e sicurezza

Posted on 14 gennaio 2019 di

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Ci sono una serie di dubbi e ragionamenti da fare relativivamente alla sicurezza ed alla tipologia delle criptovalute.

Sono discorsi lunghi e complessi sia a livello tecnologico che filosofico.

Quindi queste due righe non vogliono fungere da spiegazione od indicazione su una vostra eventuale scelta speculativa od etica per entrare od uscire dal mondo delle cryptocurrency, ma una piccola nota informativa e molto pratica su quanto accaduto recentemente.

Le principali cryptovalute sono acquistabili dai più famosi exchange e presto ci sarà un concreto ponte con il mercato tradizionale.

Le banche stesse faranno da custodi di questi tipi di assets.

Tra le principali cryptovalute ce ne sono la maggioranza che utilizzano come sistema di funzionamneto il PoW (proof of work) e quindi possono essere “minate”. Altre invece, come XRP, HOT ed XLM non sono minabili e lavorano con altri tipi di meccanismi non suscettibili a questo tipo di attacchi (molto sicure).

Uno dei principali attacchi sulle crypto che utilizzano questo sistema è il 51% attack che consiste nel fatto che se il 51% della rete di mining della valuta è in possesso di un unica entità, essa ne avrà il controllo per la durata in cui si trova in questa condizione di maggioranza e potrà apportare delle modifiche a suo vantaggio.

Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Bitcoin Cash (BCH), Monero ed altre sono valute di questo tipo, come la Ethereum Classic (ETC) recentemente attaccata col metodo “double spend attack”, in cui l’attacker ha inviato un messaggio facendo presente che attaccare col 51% il Bitcoin costa molto più di tutte le altre (250k $), al secondo posto ETH (88k $ circa). ETC costerebbe 4k $.

Molti si domandano quale possa essere il futuro di Bitcoin, in mano ormai a 4 grossi miners cinesi, nel momento in cui il governo cinese “influirebbe” su 3 di essi per unirli in un 51%.

Vi lascio quindi la classifica dei costi per un 51% attack diviso per valuta: https://www.crypto51.app/